Andando un po' OT ma giusto per farvi capire che i geni del male sono sempre esistiti, vi riporto la mia avventura nel ripristino della luce di cortesia del mio duetto 42enne...
Durante uno dei restauri a cui è stato sottoposto avevano ben visto di non ripristinare le varie luci di cortesia (nonostante l'età dell'auto era già prevista la luce nel vano bagagli, quella nel vano motore

e quella sotto lo specchio retrovisore azionabile sia manualmente che con l'apertura delle portiere).
Mentre per il vano bagagli e il vano motore la soluzione è stata rapida e intuitiva, non riuscivo assolutamente a scovare il percorso dei cavi dall'interruttore a pressione della portiera alla luce dello specchio stesso.
Ecco, se non mi avesse aiutato un altro possessore di duetto in corso di restauro radicale, non lo avrei mai scovato...
Lo riassumo prima a parole e poi corredo la follia di questi passaggi con qualche foto!
Si parte dal pulsante, si scova una fessura dietro il pulsante stesso percepibile appena se si infila la mano (piccola) dietro l'interruttore. Da lì si finisce nel passaruota anteriore (nell'angolo in alto) dove il filo sbuca per un tratto di meno di 10 cm per rientrare subito dopo nel vano motore e da lì entrare con altri cavi all'interno dell'abitacolo sotto il cruscotto nei pressi degli strumenti principali poco distante dalla scatola fusibili. Dalla scatola stessa parte l'alimentazione della luce che percorre la cornice del parabrezza (che va smontata tutta assieme a alette parasole e specchietto) e dallo specchio ritorna per lo stesso tragitto la massa che prima di arrivare scaricare si suddivide in due rami che portano ai due interruttori sulle portiere.
Tutto ciò è assolutamente incomprensibile dato che ci sarebbero state altre maniere di compiere lo stesso tragitto facendo molto meno strada (e anche meno fantasiosa) ma evidentemente i geni del male esistono dalla notte dei tempi






