

Per gli amanti delle vacanze itineranti, uno dei primi, se non il primo, camper della storia, realizzato in Belgio sul telaio della Ford T. Precursore dell'incubo delle strade di mezza Europa, ovvero l'olandese con calzino bianco, sandalo e roulotte al seguito.
Caratteristica della Ford T, che aveva comunque una velocità massima di 70 km/h, era la presenza dei freni a tamburo sulle sole ruote posteriori. Il che la dice lunga sugli spazi di frenata. Infatti molte delle "comiche" che la vedono protagonista, sono in realtà filmati accelerati.
L'esemplare, splendidamente restaurato, si trova presso il museo Autoworld di Bruxelles, che comprende la più grande collezione privata di vetture antecedenti la seconda guerra mondiale. Con alcuni pezzi più unici che rari, come questo.
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Proseguo con la collezione Autoworld con un'altra vettura, questa volta nostrana, ma sconosciuta.
Si tratta di una "Vespa 400". Negli anni '50 la Piaggio, rendendosi conto che dopo lo scooter gli italiani avrebbero puntato a possedere la loro prima automobile, realizzò una piccola vettura, spinta da un motore posteriore raffreddato ad aria. La Vespa 400, appunto. La sua caratteristica principale era la linea tre volumi, che, come per la Bianchina Autobianchi, la faceva sembrare più grande di quanto in realtà fosse. A stroncare il successo della vettura fu Fiat, che si mise di traverso, dal momento che la Vespa 400 sarebbe entrata in concorrenza con la Fiat Nuova 500. Rispetto a quest'ultima la Vespa offriva prestazioni confrontabili ma un abitacolo più curato.
Piaggio cedette la licenza di costruzione all'estero e in Francia la Vespa 400 fu un discreto successo.
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Altra "chicca" dall'Autoworld è una vettura americana che di americano ha solo la meccanica, un sei cilindri o un otto cilindri di cilindrata esagerata, per i nostri standard.

Si tratta della AMC Pacer. Nata in piena crisi del petrolio, era un tentativo di realizzare una vettura compatta.
AMC aveva fatto un ottimo lavoro, realizzando una vettura corta ma molto larga, quindi in grado di proteggere gli occupanti anche in caso di urto. Ai tempi era larga quanto una Rolls Royce, pur essendo lunga poco più di quattro metri. Caratteristica è la sua forma "ad uovo". Per facilitare l'accesso ai posti posteriori, la portiera destra era più lunga di quella sinistra. In origine doveva montare un motore Wankel, che AMC avrebbe dovuto realizzare insieme con Ford. Il progetto venne abbandonato per i noti problemi di questo motore e la vettura ricevette una meccanica convenzionale. La Pacer era disponibile anche in versione giardinetta ed ebbe un discreto successo, nonostante le dimensioni, anche se nel volgere di qualche anno per la sua estetica divenne una specie di "Prinz" americana o meglio, "macchina da nerd".

Altra chicca, da noi praticamente sconosciuta, la DAF "Daffodil", una delle prime utilitarie con trasmissione automatica. La particolare trasmissione automatica CVT, che sfruttava una cinghia tra due pulegge di diametro variabile, faceva si che la vettiura raggiungesse la velocità massima sia in marcia avanti che in retromarcia, anche se dubito che qualcuno abbia mai tentato di lanciarla ad oltre 100 km/h in retromarcia...
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E concludo questa carrellata (di chicche ne avrei altre, ma non voglio annoiarvi) con la Jamais Contente (Mai Contenta). Quella nella foto è una ricostruzione. Si tratta di una vettura elettrica realizzata all'inzio del secolo scorso. Fu la prima vettura a superare il "muro" dei 100 Km/h.